Qui di seguito illustriamo alcuni nostri lavori di rifacimento di imbottiti del Cliente:

 

POLTRONA DELLA SECONDA       METÀ DEL XVII SECOLO

POLTRONCINA DELLA XVIII           SECOLO

SALOTTO FRAU MOD. BONNIE

 

Il rifacimento di imbottiti consiste nel rimettere a nuovo le imbottiture di divani, poltrone, sedie, letti. A seconda dello stato di usura si provvede al rifacimento totale dell'imbottitura oppure ad un intervento parziale mantenendo le parti rimaste intatte. E' fondamentale la differenza tra imbottiture "in tradizionale" ed imbottiture "in gomma".

Se si tratta di pezzi antichi bisogna necessariamente rispettare il metodo originale di lavorazione e lo stile dell'epoca. In questi casi, quindi, bisogna sempre lavorare "in tradizionale". Le imbottiture realizzate nel XVII, XVIII, XIX secolo e nella prima metà del '900 hanno concezioni completamente diverse da quelle realizzate negli ultimi 60 anni. Quelle "in tradizionale" sono solitamente costituite da cinghie in juta con o senza molle in acciaio incordate a mano, linaccio (ricavato dalla lavorazione della pianta del lino), tela juta impunturata a mano, crine vegetale (ricavato dalla lavorazione di alcuni tipi di piante) o crine animale (generalmente crine di cavallo), ovatta di cotone. Si tratta, quindi, di materiali totalmente naturali e completamente diversi da quelli utilizzati per le imbottiture moderne (cinghie elastiche e poliuretano espanso). La lavorazione "in tradizionale" è notevolmente più lunga e complessa rispetto alle imbottiture moderne e, se ben eseguita, richiede un notevole grado di esperienza.

Per quanto riguarda gli imbottiti moderni si ha molta più libertà, la maggior parte di essi è realizzata con imbottiture "in gomma" che possono essere ricostruite a costi decisamente inferiori rispetto alle lavorazioni "in tradizionale".

In ogni caso bisogna considerare che anche il recupero di un imbottito moderno richiede comunque un certo numero di ore di manopera artigianale ed il costo di questo lavoro eseguito su un singolo pezzo non è confrontabile con il costo di produzione sostenuto dall'industria che lo ha realizzato, è ovvio che una produzione industriale in serie ha costi decisamente inferiori rispetto a quelli del lavoro artigianale eseguito per un singolo pezzo. Inoltre negli ultimi anni è diventato fondamentale il costo della manopera che, diversamente da alcuni decenni fa, incide in maniera determinante; un artigiano, infatti, può ormai lavorare solo su imbottiti di medio-alta qualità, per le produzioni industriali di basso costo non c'è alcuna convenienza economica ad eseguire il lavoro sia per il tappezziere che per il Cliente. A questo proposito sono importanti le strutture: se il fusto del divano è realizzato con truciolare o altri materiali economici è difficile ricostituire una buona imbottitura su un supporto non recuperabile, se al contrario il fusto è in legno massello e realizzato con buone tecniche di falegnameria sarà possibile ricostruire l'imbottitura anche più volte.

Divano di produzione industriale di massa con fusto (struttura portante) in legno "truciolare" anziché in legno massello:

Andando a schiodare il rivestimento in pelle del bracciolo, compare subito la struttura in legno truciolare:

La struttura portante del bracciolo (e di tutto il divano) è realizzata con pannelli di truciolare assemblati tra loro con semplici chiodi:

Il truciolare è realizzato utilizzando gli scarti della lavorazione del legno, incollati e pressati fino a formare fogli di spessore regolare:

Rispetto al legno massello, il truciolare è molto più fragile e quando si presentano delle rotture (come in questo caso) risulta poco conveniente effettuare una riparazione:

Per la sua economicità, il truciolare è comunque molto utilizzato nella produzione industriale di divani (di bassa qualità). In presenza di questo tipo di strutture, l'intervento del tappezziere per effettuare eventuali riparazioni non è conveniente e, comunque, non può garantire che lo stesso tipo di rottura non si ripresenti in altri punti del divano. Anche il semplice rivestimento di divani di questo tipo con nuovo tessuto o pelle non è consigliabile perché, andando a schiodare il rivestimento vecchio, inevitabilmente si va a danneggiare il truciolare (che si "sfalda" molto facilmente) e diventa difficile inchiodare il nuovo rivestimento. In sintesi, questi divani di produzione industriale di massa fanno parte del cosiddetto mercato "usa e getta" dove, una volta che il divano è rovinato, conviene semplicemente comprarne uno nuovo.

Al contrario, le foto seguenti illustrano fusti per divani di alta qualità che, oltre a garantire una robustezza del divano nel tempo, permettono al tappezziere di rivestire e ricostrire le imbottiture anche varie volte nell'arco di decenni (fusti realizzati dal laboratorio di falegnameria specializzato Artigiana Fusti Poltrone di Bologna):

Legno massello di pioppo oppure di faggio:

Costruzione del fusto con incastri "tenone-mortasa" ed angoli di rinforzo:

Particolare di un incastro "tenone-mortasa":

Particolare degli angoli di rinforzo:

Altro particolare di un incastro per la fascia laterale:

Giunzione della parte curva di un bracciolo:

Bisogna poi considerare anche il costo della manodopera per le operazioni di schiodatura del tessuto e di sbottitura che devono essere necessariamente eseguite togliendo ogni singolo chiodo presente nel legno; questi sono lavori banali ma che richiedono comunque diverse ore di manodopera. A volte, per esempio, ci capita di schiodare il rivestimento in tessuto e trovare al di sotto di questo altri due o tre strati di tessuto, ovvero i diversi rivestimenti eseguiti in periodi successivi senza mai togliere il tessuto vecchio:

Di norma, invece, prima di rivestire con il tessuto nuovo, bisogna sempre togliere il tessuto vecchio. In questo esempio si vede come il velluto operato è stato inchiodato direttamente sopra il tessuto rigato evitando la "noia" ed il costo della schiodatura del tessuto vecchio:

Tappezzieri non professionisti o che lavorano in economia utilizzano tecniche e materiali non appropriati al solo fine di rendere il lavoro presentabile agli occhi del Cliente e risparmiare il più possibile sui costi di produzione. Un esempio è questo divanetto, la cui imbottitura della seduta potrebbe sembrare corretta ad una persona inesperta e non destare alcun sospetto:

In realtà, andando a togliere il rivestimento, si nota subito che si tratta di un lavoro di scarsissima qualità sia nei materiali che nell'esecuzione:

Buona parte dell'imbottitura era costituita da trucioli di gomma, materiale di recupero e di pessima qualità: